Credito imposta pubblicità: primi chiarimenti forniti dal Dipartimento per l'informazione e l'editoria - Studio LZ advisor

06/12/2017
L’art.57-bis, DL n.50/2017, ha introdotto un credito d’imposta a beneficio delle imprese e dei lavoratori autonomi che intendono effettuare investimenti in campagne pubblicitarie su stampa (giornali quotidiani e periodici) locale e nazionale e sulle emittenti radio-televisive a diffusione locale. Tale agevolazione in origine premiava solo gli investimenti pubblicitari effettuati nel 2018, di ammontare superiore all’1% rispetto agli analoghi investimenti effettuati l’anno precedente sui medesimi mezzi di informazione. Con la conversione in legge del decreto fiscale (DL 148/2017) il credito per la pubblicità viene esteso anche agli investimenti effettuati dal 24.6 al 31.12.2017 ma, in questo caso, solo per la pubblicità su stampa. La norma istitutiva ha inoltre demandato a un Regolamento di attuazione il compito di disciplinare gli aspetti operativi della misura di favore: visto il protrarsi dei tempi di attesa per l’adozione del citato Regolamento, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha deciso di pubblicare un comunicato con i primi chiarimenti sull’agevolazione. Il credito d’imposta è attribuito nella misura del 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati; tale credito passa al 90% nel caso di microimprese, piccole e medie imprese o start-up innovative. Le risorse stanziate (62,5 milioni) sono ripartite tra gli investimenti effettuati sulla stampa (50milioni, di cui 20milioni per l’ultimo semestre 2017 e 30milioni per il 2018) e gli investimenti per pubblicità su emittenti radio-televisive (12,5milioni per gli investimenti da effettuare nel 2018). Nel caso in cui il numero delle richieste superi l’ammontare delle risorse stanziate il ministero provvederà a una ripartizione percentuale delle risorse tra tutti i richiedenti aventi diritto. Rientrano nell’agevolazione esclusivamente gli investimenti in campagne pubblicitarie effettuate sulla stampa, anche nel caso di testate on-line. Dal 2018 rientrano inoltre le campagne pubblicitarie su emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali. Gli investimenti pubblicitari devono essere effettuati su giornali ed emittenti editi da imprese titolari di testata giornalistica iscritta presso il competente Tribunale e dotate, in ogni caso, della figura del direttore responsabile. Sono invece escluse dal credito d’imposta le spese sostenute per l’acquisto di spazi destinati a servizi particolari quali, ad esempio, televendite, servizi di pronostici, giochi o scommesse con vincite di denaro, di messaggeria vocale o chat-line con servizi a sovraprezzo. Sono inoltre escluse le spese accessorie, i costi di intermediazione e ogni altra spesa diversa dall’acquisto dello spazio pubblicitario, anche se ad esso funzionale o connesso. L’effettività del sostenimento delle spese deve risultare da apposita attestazione rilasciata dai soggetti legittimati a rilasciare il visto di conformità dei dati esposti nelle dichiarazioni fiscali, ovvero dai soggetti che esercitano la revisione legale dei conti. Il comunicato anticipa infine che per la presentazione delle domande sarà attivata un’apposita piattaforma sul sito delle Entrate, con probabile decorrenza dal 1° marzo al 31 marzo di ciascun anno.