Legittima la competenza arbitrale nelle azioni di responsabilità - Studio LZ advisor

15/11/2017
La Cassazione con l’ordinanza n.26300 del 6.11.2017 ha rigettato il ricorso promosso dai soci di una società contro la decisione del Tribunale di Ancona che aveva declinato la propria competenza in favore di quella arbitrale in un’azione di responsabilità promossa dai soci contro gli amministratori della società. I giudici di merito avevano accolto le eccezioni degli amministratori, i quali rilevavano che la competenza sulla questione appartenesse agli arbitri, in quanto prevista dallo statuto della società. D’altro canto, invece, per i soci, i giudici avrebbero dovuto interpretare la clausola sulla base del suo tenore letterale da cui ne sarebbe emerso il carattere facoltativo e che, peraltro, essi avrebbero errato nel declinare la propria competenza in favore del collegio arbitrale, giacché l’azione giudiziaria da loro promossa aveva ad oggetto diritti indisponibili, in quanto, nella specie, talune contestazioni mosse all’operato degli organi sociali chiamati in giudizio riguardava la violazione delle norme in materia di bilancio, che, per legge, non possono essere devolute alla cognizione arbitrale in quanto poste a tutela dell’interesse collettivo dei soci e dei terzi. La Corte, tuttavia, ha ritenuto che l’azione di responsabilità promossa nei confronti degli amministratori, non finalizzata a far dichiarare anche l’invalidità del bilancio, bensì ad ottenere una declaratoria di responsabilità dei predetti amministratori per essere venuti meno, anche tramite la violazione delle regole del bilancio, ai propri doveri statutari, pur se posta a tutela di un interesse “collettivo”, concerne diritti patrimoniali disponibili all’interno di un rapporto di natura contrattuale, essendo attribuita alla società a tutela di interessi che non superano i limiti della stessa compagine sociale e che, quindi, non investono interessi di terzi estranei, se non in modo eventuale e indiretto, pertanto può essere attribuita agli arbitri (valida quindi la relativa clausola compromissoria). Pertanto, tale azione di responsabilità nei confronti dei componenti degli organi sociali, investendo diritti patrimoniali disponibili, può essere promossa davanti agli arbitri e ciò vale anche laddove essa, ai sensi dell’art.2476, co.3, c.c., sia promossa dal socio, agendo egli, in tale occasione, come si è già affermato, utendo iuribus societatis.