09/09/2017
Il decreto MiSE n. 122/2017, entra in vigore il 9.9.2017 a seguito della pubblicazione in GU. Il decreto regola la forma e il perimetro di utilizzo dei buoni pasto, destinati ai prestatori di lavoro subordinato ma che possono essere utilizzati dai collaboratori. Di seguito i limiti relativi ai buoni pasto dettati dalla norma: non sono cedibili ad altri; non sono cumulabili oltre il limite di 8 buoni; non sono commercializzabili; non sono convertibili in denaro; devono essere utilizzati per l’intero valore del buono, non danno dunque diritto al resto. I buoni possono avere sia forma cartacea che elettronica e devono contenere le seguenti informazioni: codice fiscale o ragione sociale del datore di lavoro; codice fiscale o ragione sociale della società di emissione; valore facciale espresso
in valuta corrente; termine entro il quale possono essere utilizzati; spazio riservato all’indicazione di data di utilizzo, firma del titolare e timbro dell’esercizio convenzionato presso il quale il buono pasto viene utilizzato; dicitura “Il buono pasto non è cedibile, né cumulabile oltre il limite di otto buoni, né commercializzabile o convertibile in denaro; può essere utilizzato solo se datato e sottoscritto dal titolare”; in caso di buono elettronico ad ogni utilizzo attraverso la tessera magnetica si registreranno data, codice dell’esercente e codice del titolare della tessera. Buoni pasto: esercizi presso i quali possono essere utilizzati. Il decreto n.122/2017, fornisce l’elenco dettagliato degli esercizi presso i quali è possibile fare acquisti utilizzando i buoni pasto: esercizi autorizzati alla somministrazione di alimenti e bevande ai sensi della legge n.287/1991; mensa aziendale e interaziendale; supermercati; locali di produzione dei prodotti alimentari previa iscrizione all’Albo di cui all’art.5, co.1, legge n.443/1985; esercizi per la vendita al dettaglio e il consumo sul posto della produzione propria di prodotti agricoli, effettuata da imprenditori agricoli, coltivatori diretti e società semplici esercenti l’attività agricola; attività di Agriturismo; attività di Ittiturismo; locali adiacenti a quelli di produzione nel caso di soggetti esercenti l’attività di produzione industriale i in cui si effettui la vendita al dettaglio di prodotti alimentari.