05/09/2017
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n.115/E/2017, fornisce chiarimenti circa l’applicazione del ravvedimento operoso alle sanzioni relative all’omessa o tardiva presentazione della comunicazione della proroga del contratto di locazione in regime di cedolare secca. L’opzione per l’applicazione del regime della cedolare secca deve essere esercitata: in sede di registrazione del contratto di locazione; in caso di proroga, entro 30 giorni dal momento della proroga stessa; in ogni caso, per le annualità successive, entro 30 giorni dalla scadenza di ciascuna annualità. In caso di omessa o tardiva comunicazione, il beneficio fiscale non si perde purché il contribuente continui a dichiarare i redditi da cedolare secca ed effettuare i relativi versamenti. La sanzione per omessa o tardiva comunicazione ammonta a “euro 100, ridotta a euro 50 se la comunicazione è presentata con ritardo non superiore a trenta giorni.”
L’Agenzia delle Entrate ritiene che a questa sanzione sia comunque applicabile la disciplina del ravvedimento operoso prevista dall’art. 13, Dlgs n.472/1997. Per le modalità di rinuncia all’aumento del canone, l’Agenzia delle Entrate fa espresso riferimento all’art. 3, co. 11, DLgs n.23/2011: “L’opzione non ha effetto se di essa il locatore non ha dato preventiva comunicazione al conduttore con
lettera raccomandata, con la quale rinuncia ad esercitare la facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone a qualsiasi titolo. Le disposizioni di cui al presente comma sono inderogabili.” Detta comunicazione è però necessaria ai fini dell’applicazione della cedolare secca soltanto nel caso in cui tale opzione non sia già comunicata nel contratto di locazione stesso.