29/06/2017
Il DL 50/2017, ha apportato alcune novità in merito al meccanismo IVA definito split payment. Introdotto con la Legge di Stabilità 2015 (legge 190/2014), lo split payment è letteralmente la disciplina dei “pagamenti separati” ed è regolato dall’art. 17-ter, DPR n.633/72: in sostanza nel momento in cui un privato (inteso come soggetto non pubblico) emette fattura nei confronti di un ente della Pubblica Amministrazione, quest’ultimo verserà al privato l’importo della fattura al netto dell’IVA, mentre verserà l’imposta sul valore aggiunto direttamente all’Erario. La manovra correttiva ha esteso l’applicazione di
questo meccanismo anche ai professionisti, ai soggetti cioè che effettuano prestazioni cui si applica la ritenuta alla fonte a titolo di imposta. Ampliata anche la platea degli enti tenuti ad applicare il suddetto meccanismo IVA: amministrazioni pubbliche soggette all’obbligo di fatturazione elettronica; società controllate da Ministeri e dagli Enti Locali; società quotate nella Borsa Italiana all’indice FTSE MIB. Le nuove previsioni di legge si applicano a partire dall’1.7.2017 e per i prossimi giorni si attendono le indicazioni operative attraverso un decreto del MEF. Per quanto concerne i professionisti, questi saranno di fatto soggetti a due ritenute sulle proprie fatture: la ritenuta a titolo di imposta pari al 20%; l’IVA esposta in fattura, trattenuta dal committente. In fase di registrazione della fattura elettronica, l’IVA verrà annotata dal prestatore nel registro delle vendite ma non sarà soggetta alla liquidazione periodica. Sono comunque escluse dalla separazione dei pagamenti le seguenti operazioni: quelle documentate con scontrino o ricevuta fiscale, o con altri meccanismi di certificazione dei corrispettivi; quelle che non comportano l’indicazione dell’IVA, è il caso dei contribuenti minimi o forfettari; quelle soggette al meccanismo del reverse charge.

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